{"id":757,"date":"1975-08-04T18:11:01","date_gmt":"1975-08-04T16:11:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ortenzigraphics.it\/sito\/?p=757"},"modified":"2015-08-17T06:34:55","modified_gmt":"2015-08-17T04:34:55","slug":"treno-racconto-breve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ortenzigraphics.it\/sito\/treno-racconto-breve\/","title":{"rendered":"Treno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non so perch\u00e9 mi trovo in questo deserto.<br \/>\nE perch\u00e9 tanta nostalgia di gente. Non mi sembrerebbe anche quella folla sconosciuta, quelle teste, tanti granelli di sabbia? Tutte quelle parole che non vorrei ascoltare, un sole troppo caldo dal quale non si pu\u00f2 fuggire, proprio come qui.<!--more--><\/p>\n<p>Mi sono stancato di chiamare. Ormai il primo brivido di paura \u00e8 diventato rassegnazione.<br \/>\nVorrei lasciarmi morire di sete.<br \/>\nHo cercato con lo sguardo e le mani disperate bruciate deluse; nelle unghie la sabbia, nella sabbia le unghie.<br \/>\nOra mi sono abituato a questo sapore di polvere e di caldo nella bocca e quando avr\u00f2 solo la forza per pensare e poi nemmeno pi\u00f9 quella, mi sembrer\u00e0 assurdo morire di questo.<br \/>\nCome un vecchio che si \u00e8 abituato alla vita e al dolore, e per troppa vita e per troppo dolore, muore piangendo.<br \/>\nTroppa sabbia, troppo sole.<br \/>\nE io un vecchio l&#8217;avevo visto morire. Proprio in quel modo.<\/p>\n<p>E quando la guardai negli occhi per parlarle della morte, e per dirle quello che era accaduto, mi sentivo cos\u00ec confuso.<br \/>\nI rami di un albero ferivano un raggio di sole e i brandelli di luce cadevano sull&#8217;erba e sangue luminoso colava lungo il tronco.<br \/>\nEro confuso.<br \/>\nGuardai l&#8217;eterno bacio d&#8217;amore tra il cielo e la terra.<br \/>\nQui \u00e8 sabbia e cielo.<br \/>\nOvunque.<br \/>\nLe guardai la bocca.<br \/>\nForse le dissi che avevo voglia di camminare.<br \/>\nCi alzammo.<\/p>\n<p>Orme.<br \/>\nMi seguono, le seguo, cerco qualcuno.<br \/>\nE trovo me stesso affannato disteso stanco, nemmeno pi\u00f9 sudato.<br \/>\nQuesta sabbia mi pesa come la vita. Basterebbe soffiarla via.<br \/>\nE pi\u00f9 si \u00e8 disperati, pi\u00f9 ci si affanna, pi\u00f9 il sudore l&#8217;appiccica al corpo.<br \/>\nIl vecchio si era attaccato alla vita, le dissi.<br \/>\nCome uno che sta per buttarsi da un ponte e, guardando l&#8217;acqua fredda, ci ripensa.<br \/>\nCi si era aggrappato con tutta la forza delle sue mani rugose, ma troppo deboli, troppe le rughe.<br \/>\nGli avevo detto che era bello incontrare uno come lui, un vecchio che sapeva essere anche giovane.<br \/>\nRispose che era meglio un giovane che sapeva anche essere vecchio.<br \/>\nGuardava la riva del fiume e all&#8217;improvviso i suoi pensieri diventarono rugosi come la sua fronte.<br \/>\nTornammo indietro senza pi\u00f9 parlare.<br \/>\nIo pensavo alla giovinezza e all&#8217;amore, lui alla vecchiaia e alla morte.<br \/>\nPass\u00f2 un treno con gran rumore di rotaie e di ferraglia, ma di tanta imponenza e di tanto spavento, non rimase altro che un po&#8217; di fumo, che subito si confuse con le nuvole.<br \/>\nRestammo a guardare senza abbandonare i nostri pensieri.<\/p>\n<p><em>13 settembre 1973<\/em><br \/>\n<em>A\u00a0mio padre<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so perch\u00e9 mi trovo in questo deserto.<br \/>\nE perch\u00e9 tanta nostalgia di gente. 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